Canali Postural Method

Canali Postural Method
Postura e Sport SRL Postural Education Center by Vincenzo Canali

Postural Education Center by Vincenzo Canali

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Il Canali Postural Method non considera la postura come una posizione acquisita nel tempo, perché questo aspetto è ormai noto. Consideriamo la postura come un potenziale insieme di compensi che le azioni periferiche producono nel compiere i gesti quotidiani e/o sportivi. In particolar modo se e quando i muscoli stabilizzatori degli atteggiamenti del corpo non sono in grado, con la propria capacità di ritorno elastico, di contrastare gli angoli contesi dalle azioni periferiche stesse.
In altre parole ogni azione compiuta flettendo o estendendo il ginocchio, il cingolo scapolo omerale o l’articolazione tibio-tarsica produce una trazione muscolo articolare sull’articolazione coxo-femorale da parte del muscolo sollecitato rispetto all’inserzione collegata al bacino.

Quando si verifica che la somma delle trazioni dirette e periferiche supera la capacità di stabilizzazione dell’addome negli angoli dove si esercita la fase dinamica specifica, si produce un compenso che modifica l’assetto posturale.

Le situazioni che si modificano sono le seguenti:

  1. Cambio di atteggiamento della colonna vertebrale.
  2. Ulteriore cambio dell’angolo d’azione dell’articolazione tibio-tarsica che perde profondità rispetto al piano sagittale.
  3. Nelle strutture muscolari collegate al bacino e al ginocchio prevale l’azione mono articolare antagonista (ginocchio). Rispetto invece alle azioni prodotte dagli atteggiamenti del bacino determinati dalla posizione della gabbia toracica.

Queste azioni producono instabilità sul soggetto e le azioni dinamiche di flessione ed estensione eseguite nella vita quotidiana o nei gesti sportivi, incontrano una situazione di precarietà d’equilibrio del bacino. Le azioni saranno quindi meno efficaci e produrranno traumi da carico iterativo.

Capacità di raggiungere la posizione necessaria allo sviluppo dell’azione concentrica

Non poniamo quindi l’accento sulla capacità concentrica di un muscolo, che produce sempre una rapporto di agonista/antagonista e che non stabilisce in modo chiaro la posizione di partenza di tale azione. Ma ci dedichiamo alla capacità di raggiungere la posizione necessaria allo sviluppo dell’azione concentrica. Pertanto sull’azione eccentrica prodotta sul range motion articolare passivo globale (catena complessa), che porta la capacità muscolare isometrica a produrre una stabilizzazione delle posizioni del bacino che stabiliscono gli atteggiamenti del corpo sui quali si muoverà la fase dinamica (sistema circolare).

Le strutture muscolari in grado di estendersi non sono da considerarsi come inibite nella propria contrazione dall’allungamento (arte nota). Sono da considerarsi invece come dei corridoi che permettono il passaggio di attivazioni di catene opposte. Catene che, potendo raggiunger il range ottimale di contrazione, mantengono “carico” il muscolo allungato permettendogli un maggior potenziale dinamico.

L’importanza di comprendere questo passaggio cambia il volto alla posturologia e all’arte nota. Tradizione che vuole l’allungamento muscolare come detrattore della capacità contrattile di un muscolo. E che pone il riflesso miotatico come soglia della capacità di stiramento di un muscolo. Tali conoscenze riguardano solamente il limite di considerare l’azione muscolare senza valutare i presupposti dai quali essa nasce. Come se un arciere si preoccupasse di lasciare la freccia e non di tendere in precedenza l’arco.

Capacità di ritorno elastico dei muscoli stabilizzatori del bacino

Non è importante quindi, in primis, la contrazione muscolare. È rilevante la capacità di ritorno elastico dei muscoli stabilizzatori del bacino che permettono di superare il concetto di antagonista e di rendere il muscolo antagonista stesso come sinergico nelle azioni. La rototraslazione del bacino sostituisce l’azione mono articolare di retroversione e di antiversione. L’articolazione più importante diventa la gabbia toracica che sostiene la capacità estensiva dell’anca. E che sostiene l’atteggiamento del corpo sia carpiato (90°) che esteso (>180°) producendo l’allungamento dell’addome in entrambi gli atteggiamenti. La capacità di ritorno della muscolatura addominale e dei flessori dell’anca, storici antagonisti dell’azione concentrica mono articolare addominale e alleati sinergici negli angoli di massima estensione, sostiene l’attivazione dei muscoli ischiocrurali che si contraggono come estensori dell’anca.

La capacità di ritorno elastico delle strutture muscolari collegate alla flesso estensione dell’anca, produce i seguenti effetti positivi.

Sistema Circolare Canali Postural Method

  1. Superamento del concetto mono-articolare.
  2. Dare al gluteo un’azione più di stabilizzatore che di estensore (anche a causa della leva di cui dispone).
  3. Ulteriore superamento del concetto di antagonista, legando tale rapporto sola a determinati angoli ed a determinate azioni (concentriche).
  4. Superamento del concetto di riflesso miotatico (per il punto 3).
  5. Ulteriore superamento del concetto di angolo limitato per l’azione addominale causa intervento dell’antagonista. In quanto lo stesso antagonista diventa agonista in base alle posizioni del bacino.
  6. Sostituzione delle posizione antiversione e retroversione con roto-traslazione avanti (il bacino spinge indietro) e roto-traslazione indietro (il bacino spinge avanti). Collegate rispettivamente con l’atteggiamento del corpo carpiato ed esteso.
  7. Modifica di alcune tecniche che prevedono il cambio di atteggiamento del corpo, come lo squat, producendo l’azione del bacino attraverso l’azione della gabbia toracica. E riportare tutte le esecuzioni verso la realizzazione dei sistemi circolari.

Vincenzo C.

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